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F1: Vettel-Ferrari, una magnifica illusione

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A fine stagione il pilota tedesco lascerà dopo 5 anni.

Prendi un pilota tedesco, mettilo in una monoposto rossa sgargiante col cavallino rampante giallo e il gioco è fatto. Questa formula magica ha funzionato per anni dalle parti di Maranello e sicuramente evoca in ogni tifoso della Ferrari, dei sentimenti unici, epici e felici, ma allo stesso tempo tanta tanta malinconia.

Eh si, perchè la Scuderia Ferrari, nel novembre 2014, aveva scelto il cavallo migliore, quello di pura razza tedesca, ma soprattuto aveva ricreato quell’equazione che tanto ricorreva nei sogni di Sergio Marchionne: pilota tedesco+ferrari=successo assicurato.

E poi mettici che quel puro sangue tedesco sia Sebastian Vettel, mettici che negli ultimi 5 anni abbia vinto 4 mondiali con la Red Bull, mettici che ricordi Schumacher non solo per la madre patria, ma per lo stile di guida elegante/aggressivo, e l’equazione sembrava davvero vincente.

Con la Ferrari, Vettel ha partecipato a 111 gran premi, conquistando 12 pole position, 54 podi e 12 vittorie.

Tuttavia, dopo 5 lunghi anni in Ferrari, Seb rappresenta ciò che la rossa è diventata negli ultimi anni: una sorta di Juventus, che arriva in finale, ma quando è li, a un passo dal sogno, a un metro dal risolvere finalmente quell’equazione che tanto aveva funzionato nei primi anni duemila, incredibilmente si sgretola e diventa una fragile ombra di un’altra Germania, quella pulita e perfetta della livrea Mercedes.

Ad oggi l’equazione non si è risolta, addirittura parla già altre lingue, quella Francese con Charles Leclerc e quella spagnola con Carlos Sainz.

Pilota tedesco+Ferrari=una magnifica illusione.

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