Il settore agricolo prova a superare la crisi

Il settore agricolo prova a superare la crisi

Italia e Francia stanno studiando metodi efficaci per affermarsi tra i leader dell’export agro-alimentare europeo.

Il ministro dell’Agricoltura francese, Didier Guillaume, ha lanciato un appello ai propri cittadini per risolvere la mancanza di manodopera nei campi a causa del contagio da Covid-19. Infatti, in questo periodo di pandemia, il settore dell’agricoltura non può fare affidamento sui lavoratori stranieri a causa della chiusura delle frontiere. Tuttavia, all’appello, indirizzato specialmente a coloro che hanno perso il lavoro o che sono in cassa integrazione, hanno risposto ben 207.000 persone

A causa della mancanza di manodopera, anche l’Italia si troverà costretta ad adottare diverse misure, tra cui la regolarizzazione di circa 200.000 migranti, per evitare un calo nella raccolta dei prodotti. Nel “belpaése”, però, prima che la pandemia scoppiasse, era già in atto una decrescita del settore agricolo. Infatti, il ministro dell’agricoltura, Teresa Bellanova, chiese a gennaio la regolarizzazione degli immigrati, aggiungendo che si tratta di una questione di civiltà.

Con l’aggravarsi della situazione, anche Confagricoltura e Coldiretti, due dei principali rappresentanti del settore agricolo italiano, stanno richiedendo a gran voce di regolarizzare una buona parte di migranti presenti in Italia, molti di questi, purtroppo, stanno già lavorando nei campi illegalmente. Il lavoro fuori legge nei campi è un problema sempre più diffuso a causa della rigida politica migratoria presente in Italia, che spinge, inoltre, molti lavoratori stranieri, privi di documenti, a spostarsi verso altri paesi europei.

A questo proposito, è intervenuta l’ex ministro agli Affari Esteri, Emma Bonino, la quale ha affermato che la regolarizzazione degli stranieri rappresenterebbe un fattore positivo per l’Italia, in quanto permetterebbe allo Stato di incassare introiti per oltre un miliardo di euro.

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